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Milano, 2 novembre 2017 – Venerdì 27 ottobre si è tenuto a Milano presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Convegno “Alcol e giovani: Italia e Africa a confronto” nell’ambito della Campagna AlcolOltre – il vero sballo è dire no. All’incontro hanno partecipato medici, psicologi, missionari e persone che hanno portato la loro testimonianza diretta sul tema, da Alcolisti Anonimi a Luciana Marzio servitrice insegnante dei CAT . I relatori hanno evidenziato che l’abuso di alcol abituale e il bere occasionale eccessivo sono in aumento  soprattutto tra le donne e tra i giovani nonostante sia vietata la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche al di sotto dei 18 anni di età.

 “Negli ultimi anni in Italia si sta modificando il modello di consumo del bere giovanile: da mediterraneo, contraddistinto da un uso dell’alcol, soprattutto vino o birra, durante i pasti, come modello di condivisione e dello stare insieme, di una fascia d’età più matura, a nordico con consumo occasionale e smodato, prevalentemente di superalcolici, lontano dai pasti, solitamente in discoteca e pub, di una fascia d’età di giovani e giovanissimi”, ha spiegato Leonardo Dell’Accio, ricercatore del NOA Perini Milano di cui è responsabile Maria Raffaella Rossin, anche lei relatrice del convegno con un suo importante contributo. È inoltre allarmante il fenomeno del binge drinking che comporta l'assunzione di 6 o più bicchierini di bevande alcoliche in una singola occasione e in un breve arco di tempo per raggiungere volontariamente uno stato di ebbrezza che può condurre fino al coma etilico. Le fasce di età coinvolte in questa problematica tendono ad abbassarsi poiché colpiscono non solo i giovani dai 18 ai 24 anni ma anche quelli tra gli 11 e i 17. Questa cattiva abitudine nuoce gravemente alla salute, provocando danni a volte irreparabili al fegato (cirrosi epatica) e al sistema nervoso centrale con compromissione delle facoltà cognitive e della memoria.

In Italia e anche in Africa la rete è opportunità in un mondo globale, ha spiegato p. Giordano Rigamonti, responsabile della Campagna, ma anche pericolo, soprattutto per i giovani mettendo a disposizione i propri contenuti senza tutele e passando messaggi che i genitori e gli educatori non riescono a controllare. Diventa pertanto difficile il dialogo fra le generazioni e la trasmissione equilibrata delle norme e della saggezza di vita acquisita con l’esperienza degli anni. Il bere sregolato  diventa sinonimo di festa, chi non beve è escluso dal gruppo. L’alcol è un facilitatore sociale, è sollievo temporaneo alla sofferenza e genera l’illusione di dimenticare i problemi della vita quotidiana. È importante che i giovani siano a conoscenza dei rischi a cui vanno incontro per poter scegliere.

Nel pomeriggio il vescovo della Diocesi di Manzini in Swaziland, mons. Ponce de Leon, ha confermato che il problema riguarda anche la sua nazione: “Non è qualcosa dalla quale uno può uscire da solo e per questo c’è bisogno veramente di trovare dei mezzi che possano aiutare questi giovani che all’inizio si sentono più liberi, bevendo l’alcol, ma dopo un po’ di tempo si trovano come chiusi in una gabbia dalla quale non riescono a uscire da soli”. Intenso è stato l’intervento di Samuel Wachira, missionario della Consolata del Kenya, ex alcolista che ha affermato: “Fino a un certo punto l’alcol ha preso la penna e ha scritto la mia storia. Ora sono io libero dall'alcol che scrivo la mia storia. Trovate l’orgoglio di dire no grazie, non bevo. Scegliete di vivere”.

I vari contributi da p. Lino Tagliani, a Giovanna Marelli, e Marina Barcella, e la conclusiva tavola rotonda, con Laura Poretti, e Stefania Biagini, coordinate da Emanuela Baio, hanno completato il quadro con proposte alternative. “L’alcol-dipendenza è e deve essere riconosciuta come una vera e propria patologia, è una malattia fisica e psichica”,  ha concluso la senatrice Baio che ha invitato tutti a collaborare con i promotori della Campagna AlcolOltre dell’Associazione Impegnarsi Serve Onlus. www.impegnarsiserve.org

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Per ulteriori informazioni, Ufficio Stampa Convegno Alcol e Giovani c/o Studio Giorgio Vizioli & Associati corso Vercelli 9, 20144 Milano Chiara Dinoia (0248013658), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Milano, 2 novembre 2017 – Sviluppo e applicazione al supply chain management di nuove tecnologie e di soluzioni innovative come intelligenza artificiale, robotica, machine learning, mezzi di trasporto alternativi, benchmarking collaborativo sui trasporti, strumenti software, realizzazioni organizzative e di processo, oltre all’impatto di tutti questi fattori sulle risorse umane. Queste le tematiche affrontate e approfondite nel corso del III Conferenza Annuale della Italy Round Table CSCMP (Council of Supply Chain Management Professionals), “Supply Chain EDGE Italy 2017”, che ha avuto luogo a Milano il 27 ottobre scorso e al quale hanno partecipato circa 140 professionisti del Supply Chain Management, in rappresentanza di imprese italiane e internazionali.

“Il dato più significativo di questa intensa giornata di lavori, commenta Igino Colella, presidente della Italy Round Table CSCMP, sono state le numerose esperienze concrete, raccontate da aziende italiane e internazionali di dimensioni diverse. Si è trattato di casi che definiamo di frontiera, perché all’avanguardia per processi, tecnologia e risultati”.

“In primo luogo, spiega Colella, è emersa la centralità del cliente come dato qualificante del supply chain management attuale; la brillantissima relazione di Simon Bailey (Gartner) ha dimostrato come i cambiamenti che guidano il Supply Chain Management oggi non siano originati dalla tecnologia ma da un nuovo modo di servire i clienti: la Supply Chain è sempre più orientata al Cliente. Il secondo elemento chiave del Convegno, è stata la possibilità di connettere il cambiamento nel Supply Chain Management a ruoli, competenze e prospettive per le Risorse Umane”.

“Nel corso della giornata, prosegue Colella, abbiamo quindi sviluppato le parole d’ordine del CSCMP: Educate, Connect, Develop. La prima (Educate) attraverso la presentazione di SCPro (certificazione professionale riconosciuta dal Governo USA) e il lancio dei corsi; Connect è il networking durante l’evento e le nuove occasioni d’incontro fra cui il lancio in Italia di AWESOME (Achieving Women’s Excellence in Supply Chain Operations, Management and Education), alla quale fanno già riferimento a livello internazionale oltre 3.000 professioniste della logistica; Develop grazie alle esperienze discusse ed ai nuovi cantieri ed occasioni d’incontro avviate, tutte iniziative per favorire lo sviluppo di competenze in tutte le professionalità, con un forte accento sulla digitalizzazione della logistica”

“Nei prossimi mesi, conclude Colella, la nostra attività si svilupperà attraverso momenti di approfondimento tematici  e un evento che sarà organizzato a Roma, rivolto ai professionisti del Centro-Sud Italia”. . oooOOOooo

Per ulteriori informazioni: ufficio stampa Italy Round Table CSCMP (Council of Supply Chain Management Professionals), c/o Studio Giorgio Vizioli & Associati Milano Giorgio Vizioli (3355226110, 0248013658) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

                                   

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