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L’incontro, che si svolgerà online il 28 aprile, sarà articolato in tre momenti: analisi della sfide per il mercato del lavoro in Insubria, presentazione delle azioni in ambito formativo, Tavola Rotonda con dibattito aperto al pubblico.

Milano, 20 aprile 2022 -- In occasione della conclusione del Progetto Interreg Skillmatch-Insubria, prevista per il prossimo mese di luglio, sarà presentato in anteprima il Masterplan Formazione Insubria 2030. L’evento, organizzato in collaborazione con la Città dei Mestieri della Svizzera Italiana, si svolgerà online il prossimo 28 aprile, giovedì, dalle h.17.00 alle h.19.00.

Il Masterplan Formazione Insubria 2030 costituisce il punto di arrivo del Progetto Skillmatch Insubria, che si configura in termini di Ricerca-Azione e si pone l’obiettivo di approfondire il tema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro nella regione insubrica (Canton Ticino in Svizzera e province di Varese, Como e Lecco, in Italia).

“Risultato di una ricerca durata circa tre anni e mezzo, spiega Eliana Minelli, coordinatrice del Progetto Skillmatch Insubria, il Masterplan Formazione Insubria 2030 presenta un insieme di conoscenze, idee, azioni e proposte concrete per tradurre in pratica la visione, emersa dall’indagine, sul futuro del lavoro e della formazione nella regione transfrontaliera”.

L’incontro sarà articolato in tre momenti. Il primo intervento, che sarà tenuto da Ornella Larenza, responsabile del Progetto per la parte svizzera, consisterà in una contestualizzazione delle sfide per il mercato del lavoro e la formazione in Insubria. Seguirà una presentazione della visione Insubria 2030 e delle azioni in ambito formativo, che sarà svolta da Furio Bednarz (Senior advisor presso la Scuola universitaria professionale Svizzera italiana). Si darà successivamente spazio a una Tavola Rotonda, alla quale parteciperanno Tatiana Lurati (capo Ufficio Formazione Continua e Innovazione della Divisione Formazione Professionale del DECS), Enrico Millefanti (direttore Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale - ENAIP), Francesco Quattrini (segretario Comunità di Lavoro Regio Insubrica), Annalisa Ghielmetti (vice direttore Risorse Umane HAS Healthcare Advanced Synthesis SA) e Marco Onofri (HR manager Rodacciai / Head of RoadJob Academy). I lavori saranno conclusi da un dibattito aperto al pubblico.

 

Link per iscriversi: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-masterplan-formazione-insubria-2030-321632450317

 

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Skillmatch Insubria è un progetto di Ricerca-Azione finalizzato ad approfondire il tema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro nella regione insubrica, che si comprende il Canton Ticino in Svizzera e le province italiane di Varese, Como e Lecco. Partner del Progetto sono l’Università Carlo Cattaneo LIUC (capofila), PTSCLAS e l’Università dell’Insubria, sul lato italiano; SUPSI (capofila) e Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Cantone Ticino, sul lato ticinese. Il progetto è seguito da un comitato consultivo composto da: Associazione Industrie Ticinesi, Conferenza della Svizzera Italiana per la Formazione Continua degli Adulti, Divisione dell’Economia (Dipartimento delle Finanze e dell’Economia), Sindacato OCST, Sindacato UNIA e Società degli Impiegati del Commercio; ComoNext, Confartigianato, Imprese Varese, DG Formazione e Lavoro Regione Lombardia, Osservatorio Permanente sul Fenomeno del Frontalierato, Unindustria Como e UNIVA.

 

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L’indagine condotta dalle Università italiane LIUC e Uninsubria e dalla svizzera SUPSI,
ha interessato anche i settori bancario, metalmeccanico, informatico e chimico-farmaceutico.

Milano, 5 aprile 2022 -- Il settore delle costruzioni nel territorio insubrico, analizzato nel progetto di ricerca sul disallineamento delle competenze “Skillmatch Insubria”, sembra situarsi, dal lato delle province italiane, in una posizione intermedia, in cui le trasformazioni in atto, destinate a subire in tempi brevi una accelerazione legata alla pandemia di Covid-19, manifestano una tensione tra una via bassa allo sviluppo, basata essenzialmente sulla competizione di prezzo, e una via alta allo sviluppo che, pur non potendo prescindere dal controllo dei costi e dalla ricerca dell'efficienza di gestione, poggia anche sulla valorizzazione di nuove competenze legate alla innovazione tecnologica dei materiali e dell'impiantistica e alla digitalizzazione dei processi.

Negli ultimi vent'anni, il settore delle costruzioni è stato investito da rilevanti cambiamenti dovuti a dinamiche congiunturali legate alla bolla immobiliare sviluppatasi su scala internazionale nei primi anni del nuovo secolo, alla conseguente recessione del 2008-2009, alla crescente attenzione riservata alla sostenibilità ambientale (e alle novità legislative e tecnologiche che ne sono derivate) e alla sempre maggiore incidenza della digitalizzazione.

Questi cambiamenti hanno trasformato l'edilizia in un sistema complesso, contraddistinto da una progressiva e profonda frammentazione del processo di progettazione e realizzazione degli edifici, che coinvolge tecnici, professionisti e imprese edili di varia natura (dall'impresa artigiana tradizionale all'impresa specializzata in singole o poche fasi esecutive, fino alla grande impresa operante sotto forma di General Contractor, ovvero come gestore dell'esecuzione di un progetto nella sua globalità).

Dall’indagine condotta, risulta che, nel versante italiano, per quanto riguarda le imprese tradizionali, la domanda è fortemente orientata verso le figure degli operai, sia specializzati sia non specializzati. Nelle imprese più innovative, invece, la domanda si concentra su figure in grado di gestire la complessità del processo quali project manager, direttori di cantiere, tecnici B.I.M. (Building Information Modeling) o su profili tecnici specialistici con competenze geologiche, architettoniche/ingegneristiche, relative al marketing e alla gestione degli aspetti legali.

Nel Canton Ticino, nella filiera delle costruzioni, vi è una rilevante richiesta di ingegneri civili: figure difficili da reperire perché il territorio ticinese non risulta attrattivo per chi proviene dal resto della Svizzera. Inoltre, la scarsa conoscenza del tedesco da parte di candidati italiani, rende ancora più difficile trovare e assumere questo tipo di figure.

Si rileva inoltre scarsità di giovani ticinesi per i mestieri presenti nei cantieri e nell’ambito dei lavori di costruzione specializzati. In generale per il personale di cantiere, anche qualificato e di gestione, le maestranze italiane sono di elevata qualità e impiegabili in tempi brevi. Il personale tecnico più specializzato e gli ingegneri provenienti dall’Italia, invece, non sempre possono inserirsi velocemente nel processo di lavoro, poiché se la teoria appresa è la stessa dalle due parti della frontiera, sia le pratiche di costruzione in diversi sottosettori sia le normative sono diverse, oltre a mancare la conoscenza delle lingue nazionali, essenziali se si lavora fuori Cantone.

Sia per gli studi di ingegneria e architettura sia per le aree tecniche e di progettazione delle imprese di costruzione, sono necessarie competenze tecnologiche dettate anche in questo caso dall’adozione sempre più diffusa dei software BIM per il disegno tecnico e la progettazione. Nell’ambito organizzativo, infine, mancano profili intermedi amministrativi che abbiano le necessarie conoscenze riguardo al settore (ad esempio contabili specializzati in edilizia).

E quali sono le strategie che si possono mettere in atto per superare il disallineamento delle competenze? Su entrambi i lati della frontiera, per fare fronte alle nuove sfide della digitalizzazione e della complessità del sistema, si punta sulla formazione a tutti i livelli (apprendistato, formazione professionale superiore e universitaria, formazione continua). In Ticino, per sopperire alla mancanza di residenti interessati a determinate professioni, si fa capo ai frontalieri e a interventi sul piano dell’orientamento professionale. Inoltre, per facilitare il lavoro sui due lati della frontiera, un tavolo di lavoro e di scambio tra gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti della regione insubrica ha recentemente prodotto un vademecum con le regole per l’esercizio delle professioni di ingegnere e di architetto nella Regio Insubrica (Comunità Regio Insubrica 2020).

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L’indagine condotta dalle Università italiane LIUC e Uninsubria e dalla svizzera SUPSI,
ha interessato anche i settori bancario, edilizio, informatico e chimico-farmaceutico.

Milano, 22 febbraio 2022 – In Canton Ticino, nelle realtà industriali di maggiori dimensioni, tra quelle che hanno partecipato all’indagine Skillmatch Insubria, in alcuni casi il personale frontaliero arriva anche al 40% dei dipendenti. Questo però non è sufficiente a risolvere lo storico problema della carenza di manodopera qualificata nel settore: le imprese ticinesi segnalano infatti penuria di ingegneri meccanici, elettromeccanici, meccatronici ma anche di tecnici e disegnatori, sia negli uffici tecnici, sia nella produzione.

Dal lato italiano del confine (province di Como, Varese e Lecco), invece, tra le imprese intervistate sono numerose quelle che segnalano di avere lavoratori con un livello di competenze non in linea (a volte inferiore, altre volte superiore) con le loro esigenze in relazione alle mansioni da svolgere (hard skills specifiche di settore) oppure dal punto di vista delle soft skills (capacità di comunicare, empatia, autocontrollo, lavoro di gruppo, problem solving). In Italia, le figure professionali più ricercate dalle imprese intervistate sono in prevalenza operai specializzati e periti meccatronici, meccanici, elettronici e informatici, oltre a collaudatori, manutentori e trasfertisti e, in misura minore, a ingegneri meccanici, elettronici e informatici.

I fattori che concorrono a creare il disallineamento delle competenze sono molteplici. Partendo dall’orientamento scolastico, su entrambi i lati della frontiera manca una strategia che indirizzi efficacemente i giovani verso i profili professionali più richiesti dalle imprese. Di conseguenza sono pochi i candidati ai posti di apprendistato nei diversi comparti della meccanica, anche a causa dell’immagine stereotipata della professione, considerata faticosa, poco gratificante e poco remunerata. A questo va aggiunta una crisi delle discipline STEM che porta relativamente pochi giovani a iscriversi alle facoltà tecniche.

Sono questi alcuni dei principali risultati dell’indagine qualitativa dedicata al comparto metalmeccanico e ad altri quattro settori trainanti (bancario, edilizio, informatico e chimico-farmaceutico) nell’ambito del progetto Interreg Skillmatch Insubria, condotto da un gruppo di oltre trenta ricercatori delle Università LIUC di Castellanza, Uninsubria di Varese e dalla SUPSI di Manno (CH) e che saranno discussi e presentati, nel Corso di un Convegno che si terrà presso l’Università Carlo Cattaneo-Liuc a Castellanza il prossimo 30 maggio.

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Skillmatch Insubria è un progetto di Ricerca-Azione finalizzato ad approfondire il tema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro nella regione insubrica, che si comprende il Canton Ticino in Svizzera e le province italiane di Varese, Como e Lecco. Partner del Progetto sono l’Università Carlo Cattaneo LIUC (capofila), PTSCLAS e l’Università dell’Insubria, sul lato italiano; SUPSI (capofila) e Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Cantone Ticino, sul lato ticinese. Il progetto è seguito da un comitato consultivo composto da: Associazione Industrie Ticinesi, Conferenza della Svizzera Italiana per la Formazione Continua degli Adulti, Divisione dell’Economia (Dipartimento delle Finanze e dell’Economia), Sindacato OCST, Sindacato UNIA e Società degli Impiegati del Commercio; ComoNext, Confartigianato, Imprese Varese, DG Formazione e Lavoro Regione Lombardia, Osservatorio Permanente sul Fenomeno del Frontalierato, Unindustria Como e UNIVA.

Ufficio Stampa Skillmatch Insubria c/o
Studio Giorgio Vizioli & Associati Milano
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. c.3355226110, t.0248013658

 

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Martedì, 09 Febbraio 2021 14:45

Skillmatch Insubria all'evento Young Digital

I partner del progetto hanno animato due webinar
su lavoro del futuro e opportunità per i giovani

Milano, 9 febbraio 2021 -- Quale sarà l’impatto dell’attuale crisi sulle prospettive per i giovani? Quali le sfide da affrontare nel nuovo scenario socioeconomico? E quali sono le professioni più ricercate dalle imprese? Le competenze richieste in Ticino solo le stesse o diverse rispetto a quelle ricercate nelle province insubriche italiane?

A questo e ad altri quesiti emersi durante il collegamento online, hanno cercato di dare le risposte i ricercatori del progetto Interreg Skillmatch Insubria, durante i due webinar intitolati “Atelier del Futuro” e “Quali professioni cercano le imprese dell’Insubria”, nell’ambito dell’evento Young Digital organizzato dalla Camera di Commercio di Como-Lecco.

In “Atelier del Futuro” Alfredo Biffi (Professore Università dell’Insubria) e Furio Bednarz (Senior advisor presso la Scuola universitaria professionale Svizzera italiana) hanno articolato la discussione facendo perno su quattro sfide, per costruire una visione desiderabile del futuro e una posizione nel lavoro capace di garantire ai giovani della regione insubrica una vita di qualità.

“Siamo partiti con la sfida dell’imprenditività, ha spiegato Alfredo Biffi, perché è quella che fa leva sulla volontà dell’individuo; è necessario capire se stessi e darsi da fare per costruire in modo creativo il proprio futuro. Per fare questo è anche necessaria una alfabetizzazione al cambiamento, che implica sapersi muovere tra analogico e digitale, tra tecnica e cultura, sapendo leggere i propri talenti e motivazioni, posizionandoli nella realtà e godendo delle trasformazioni come momenti di rigenerazione.”

“Bisogna essere pronti a un nuovo modello di lavoro, ha proseguito Furio Bednarz, in quanto lo Smart Working, che non va confuso con il mero telelavoro, racchiude in sé la sfida del passaggio dal confinamento del lavoro nei perimetri strutturati e rigidi dell’organizzazione alla sua liberazione segnata dalla creatività, dalla capacità di sfruttare a pieno le tecnologie conoscendone le logiche di funzionamento, mettendo in campo l’intelligenza, la capacità relazionale e analitica che le macchine non possono rimpiazzare. È necessario imparare ad apprendere lungo tutto l’arco della vita, integrando sempre nuove conoscenze e sviluppando nuove competenze attraverso ogni esperienza, sia essa di lavoro, di vita, di gioco e di relazione.”

Nel webinar “Quali professioni cercano le imprese dell’Insubria” si sono presentati alcuni risultati significativi del progetto Skillmatch Insubria, illustrando ai giovani partecipanti all’evento i fabbisogni professionali e formativi delle imprese presenti nelle province di Varese, Como, Lecco e nel Cantone Ticino.

Un primo dato confortante è che, malgrado la crisi COVID19, le imprese continuano ad assumere: nel 2020 nelle province di Como e Lecco si sono registrate rispettivamente 29 mila e 16 mila assunzioni. Durante la crisi quasi un quarto delle aziende ticinesi ha effettuato almeno un’assunzione a tempo indeterminato, mentre il 15% circa ha assunto almeno un lavoratore a tempo determinato.

Come si è potuto osservare, se per le province italiane le professioni più ricercate sono state quelle sanitarie riabilitative, infermieristiche e ostetriche, nel mercato del lavoro ticinese è emersa la richiesta di professionisti del commercio e dei servizi e di figure professionali intellettuali e scientifiche. Al tempo stesso le figure professionali con più alto livello di specializzazione sono anche quelle che le aziende fanno più fatica a trovare, sia sul versante svizzero sia su quello italiano. In quest’ultimo si evidenzia inoltre una carenza di tecnici programmatori e di insegnanti di discipline umanistiche.

“Se è vero che le competenze specialistiche legate alle professioni sono importanti, ha commentato Ornella Larenza (ricercatrice del DEASS e Capo progetto di SkillMatch-Insubria per il Ticino), è altrettanto vero che le aziende ticinesi ritengono importantissime le competenze trasversali, le cosiddette soft-skills vale a dire le capacità di problem-solving, di adattamento, di lavorare in gruppo (ma anche in autonomia) e la flessibilità.”

“Per le province italiane, ha aggiunto Luca Schionato (partner di PTSCLAS), la richiesta di soft skill si accompagna a quella di competenze linguistiche e digitali oltre alla capacità di applicare tecnologie green per l’innovazione dei processi”.

Entrambi i seminari sono stati condotti con una metodologia innovativa che ha coinvolto i partecipanti in “mini-challenge” di approfondimento delle tematiche discusse.
I partner del progetto di ricerca-azione Skillmatch Insubria, in corso dal 2018 e che terminerà alla fine del 2021, proseguiranno le attività di analisi e diffusione, focalizzate principalmente su cinque macro-settori (meccanico, chimico, finanziario, informatico e edilizio), , ritenuti particolarmente strategici per l’economia del territorio, e sulla definizione di un modello previsivo dei fabbisogni professionali per il quinquennio 2021-2025.

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Partner del Progetto sono l’Università Carlo Cattaneo LIUC (capofila), PTSCLAS e l’Università dell’Insubria, sul lato italiano; SUPSI (capofila) e Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Cantone Ticino, sul lato ticinese. Il progetto è seguito da un comitato consultivo composto da: Associazione Industrie Ticinesi, Conferenza della Svizzera Italiana per la Formazione Continua degli Adulti, Divisione dell’Economia (Dipartimento delle Finanze e dell’Economia), Sindacato OCST, Sindacato UNIA e Società degli Impiegati del Commercio; ComoNext, Confartigianato, Imprese Varese, DG Formazione e Lavoro Regione Lombardia, Osservatorio Permanente sul Fenomeno del Frontalierato, Unindustria Como e UNIVA.

Ufficio Stampa Skillmatch Insubria c/o
Studio Giorgio Vizioli & Associati corso Vercelli, 9 – 20144 Milano
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